Per informazioni
Presidente
Sig.ra Pisana Ferrari
Via Giuseppe Vigoni, 13
20122 Milano
Tel.: 02.58318547
fax: 02.29512476
cell.:348.4023432
E-mail: pisana.ferrari@alice.it
Marzia Predieri
Via Andrea Costa 141
40134 Bologna
cell.: 347.7617728 - ore pasti
E-mail: marzia.predieri@yahoo.it
Trapianto di polmoni e di cuore-polmoni
Il trapianto di polmoni o cuore-polmone trova indicazione solo nei pazienti in Classe funzionale NYHA III e IV che non rispondono alla terapia medica più intensiva. I principali limiti di tale risorsa terapeutica sono legati al rischio chirurgico e al limitato numero delle donazioni rispetto alla reale necessità. A causa della ridotta disponibilità di organi, il numero di pazienti in lista per il trapianto tende ad essere molto elevato e i tempi medi di attesa in lista attiva sono spesso troppo lunghi. È pertanto fondamentale mettere in lista per il trapianto solo i pazienti che veramente necessitano di tale risorsa terapeutica, sfruttando in modo ottimale tutte le altre possibilità di trattamento; in particolare, oggi non vengono inseriti in lista di attesa per il trapianto i pazienti che non siano già in trattamento con la forma più potente di terapia per l’IAP ossia l’epoprostenolo/Flolan.
Per quanto riguarda il tipo di intervento si fa presente che:
• nei pazienti con IAP sono stati effettuati trapianti sia di polmone singolo, sia di doppio polmone, sia del blocco cuore-polmone;
• anche se i risultati di queste tre metodiche appaiono molto simili, nella maggior parte dei centri, attualmente, si effettua prevalentemente il trapianto di doppio polmone;
• il trapianto del blocco cuore-polmoni viene riservato ai pazienti con IAP e difetti cardiaci congeniti che non possono essere riparati (Sindrome di Eisenmenger).
Queste scelte sono determinate dalla necessità di “risparmiare” il numero di cuori da trapiantare nei pazienti con IAP, in quanto tale organo, anche se compromesso, recupera pressochè completamente dopo il trapianto dei soli polmoni. La strategia del “risparmio degli organi” è legata alla ridotta disponibilità degli organi donati in confronto al numero dei pazienti che sono attualmente nelle liste di attesa. Tale differenza rappresenta attualmente il maggior fattore limitante per il numero di trapianti di tutti gli organi e in particolare del trapianto di polmone.
La procedura per l’inserimento in lista prevede alcuni passaggi:
• il paziente viene sottoposto a una serie di indagini diagnostiche, strumentali e laboratoristiche e a valutazioni cliniche e di ordine psicologico (lo screening pre-trapianto) volte a identificare con accuratezza la presenza di eventuali comorbidità/controindicazioni all’intervento;
• se lo screening stabilisce l’idoneità all’intervento, il paziente viene inserito in lista di attesa per il trapianto presso un centro specializzato;
• il paziente dopo un periodo che può durare da pochi mesi a oltre un anno viene “chiamato” per l’intervento.
L’intervento stesso dura poche ore e il decorso post-operatorio in assenza di complicazioni è di circa tre settimane al termine del quale il paziente nella maggior parte dei casi deve seguire un programma di riabilitazione fisica. I risultati del trapianto di polmone sono soddisfacenti se si considerano le condizioni cliniche, generalmente molto gravi, dei pazienti che vengono messi in lista. Per quanto riguarda i rischi e il decorso nel lungo termine si può dire che:
• il rischio del trapianto polmonare è particolarmente concentrato nelle prime settimane dopo la procedura, superate le quali i risultati successivi sono paragonabili a quelli di tutti gli altri trapianti d’organo;
• i soggetti trapiantati sono sottoposti al trattamento immunosoppressivo per tutta la vita con lo scopo di ridurre gli episodi di rigetto;
• è necessario inoltre uno stretto follow up presso i centri specializzati per evidenziare tempestivamente alcune complicanze come le infezioni facilitate dalla terapia immunosoppressiva.
Il trapianto di polmoni consente di ritrovare una buona qualità della vita che controbilancia l’assunzione e gli effetti collaterali dei farmaci e i frequenti controlli. La maggior parte delle persone riesce a riprendere l’attività lavorativa e a vivere una vita praticamente normale.


ENG

