Il treprostinil/Remodulin è un analogo della prostaciclina che, rispetto all’epoprostenolo/Flolan, possiede:
una maggior stabilità chimica che permette di mantenerlo a temperatura ambiente in una soluzione fisiologica;
un’emivita più lunga (3-4 ore), che garantisce la possibilità di somministrare il farmaco sia per via endovenosa che sottocutanea.

I primi studi clinici su tale farmaco hanno portato allo sviluppo della somministrazione sottocutanea, ritenuta meno rischiosa e più maneggevole rispetto a quella endovenosa. La somministrazione sottocutanea del treprostinil/Remodulin viene effettuata tramite piccole pompe a micro-infusione (pompe Mini-Med) collegate a sottili cateteri sottocutanei (un sistema simile a quello utilizzato per la somministrazione di insulina nei pazienti diabetici). Il farmaco è contenuto in minuscole siringhe posizionate all’interno della pompa (che è attiva ventiquattro ore su ventiquattro); la siringa è collegata al catetere da infusione che viene inserito dal paziente nel tessuto sottocutaneo dell’addome (dove è maggiormente rappresentato il tessuto adiposo). Il farmaco all’interno della siringa va sostituito ogni 3 giorni circa mentre il catetere sottocutaneo può essere cambiato meno frequentemente (alcuni pazienti sono in grado di tenerlo per più di una settimana). Questo sistema di infusione permette di evitare i rischi legati alla presenza di un catetere venoso centrale a permanenza, come le infezioni e presenta una maggior semplicità e maneggevolezza.
Gli studi clinici condotti nei pazienti con IAP hanno documentato che la somministrazione sottocutanea del treprostinil/Remodulin è molto efficace: è in grado di migliorare i sintomi, la capacità di esercizio e anche il profilo emodinamico dei pazienti trattati. Tuttavia presenta alcuni effetti indesiderati e in particolare determina la comparsa di infiammazione (arrossamento, dolore, gonfiore) e prurito nel sito di infusione. L’entità di tale reazione infiammatoria locale è variabile da paziente a paziente: in alcuni casi può essere molto limitante e scarsamente tollerata e può impedire di raggiungere dosi di farmaco efficaci o richiedere la sospensione del trattamento.
Il treprostinil/Remodulin può essere somministrato anche in vena. La somministrazione endovenosa prevede l’utilizzo di un sistema di infusione analogo a quello utilizzato per l’epoprostenolo/Flolan (catetere centrale tunnelizzato e pompa portatile). Rispetto a quest’ultimo, il treprostinil/Remodulin possiede una maggior stabilità chimica e una emivita più lunga e la sua somministrazione endovenosa risulta pertanto più maneggevole: è già disponibile come soluzione (non va diluito) e può essere sostituito ogni 48 ore senza essere refrigerato. Attualmente questa modalità è approvata per l’IAP solo negli USA.


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